Antiche farmacie storiche in Italia: Farmacia Rossi a Lugo di Ravenna (RA)

Storia di antiche farmacie
La farmacia Rossi dei D.ri Contarini a Lugo di Ravenna (RA)

Da un manoscritto del P. Girolamo Bozzoli, storico di Lugo, risulta che la Speciaria all’insegna di S. Domenico esisteva nel XVI condotta dalla famiglia Margotti.

Nel 1737 Michele Rossi di Valentino, in società col Conti di Castel San Pietro ne acquistò i locali rimanendo pochi anni dopo il solo proprietario e direttore. Nell’interno della Spezieria stavano le attuali scansie cinquecentesche dei Margotti in noce massiccia di gusto rinascimentale, attribuibili alla scuola lughese d’intaglio e intarsio fiorita nella seconda metà del XVI secolo, diretta dal Maestro Cesare Fabbri. Nel 1778 morì Michele Rossi dopodiché gli successero i figli Valentino e Carlo. In questi anni, l’illustre letterato Giuseppe Compagnoni, onorò con la sua presenza di ministro spezziale la suddetta Spezieria, dove apprese l’entusiasmo per la Chimica.

Il 7 luglio del 1796 le orde napoleoniche entrarono a Lugo saccheggiando e distruggendo l’intero paese; anche i negozi dei Rossi subirono grossi danni. Valentino e Carlo piuttosto che restaurare questi locali, preferirono acquistarne altri sotto lo stesso portico, allora del Comune, ad est dei precedenti. Si occupò della sistemazione di questi, l’illustre Giuseppe Campana, già autore del Pavaglione. Nell’aprile del 1804 venne inaugurata la nuova drogheria in cui le classiche scansie del cinquecento e l’elegante sagoma architettonica degli archi e delle volte, si fondevano armoniosamente. L’ampiezza dell’ambiente venne divisa da due arcate sostenute da un’antica colonna marmorea, sormontata da un capitello medioevale, esemplare unico della zona per originalità di forme e ornamenti, della fioritura bizantina ravennate. Nel 1815, scomparso Valentino Rossi, gli successe il figlio Paolo che esercitò fino al 1838, anno della sua morte. Seguì nella direzione e proprietà della farmacia il figlio Michele che nel 1845 restaurò i negozi che tenne in grande prestigio, mentre il figlio Valentino li rinnovò completamente nel 1872, dando loro un’impronta più moderna. Seguirono anni in cui la farmacia venne data in affitto al dott. Giordani poiché Valentino si trasferì a Bologna, come socio di un grande stabilimento farmaceutico.

Nel 1896 venne atterrato il Palazzo pubblico sotto i cui portici era nata, vissuta e sviluppata l’antica Spezieria che ora si trovava senza fronte e quasi diroccata. All’inizio del ‘900 Michele di Valentino si ristabilì a Lugo col proprio genitore e col proposito di risollevare le sorti dell’antica Officina di Famiglia. Nel 1914, tolto lo sconcio del porticato diroccato, fece costruire la fronte attuale in cemento armato a guisa di arenaria ad opera della casa Ghilardi di Milano su progetto del geometra Manaresi e del Prof. Pratollo. Stile Toscano della prima Rinascenza con finestre bifore studiate su quelle dei classici palazzi di Firenze, con balcone, veranda sporgente e terrazza d’angolo. La parte soprastante la camera venne decorata con figure allegoriche dal Prof. Roberto Sella. Nella fronte del palazzo fu posta una lapide che riassume la storia della Spezieria e della famiglia Rossi ad essa legata. All’elegante sagoma architettonica interna con gli spicchi delle volte, gli archi e le lunette con decorazioni a carattere leonardesco, fa degno riscontro la severa magnificenza delle scansie cinquecentesche con le loro agili e rastremate colonnette a deliziosi plinti e capitelli compositi. Nel prospetto in artistica cimasa con una piccola tela ovale, risalente alla metà del ‘700, del pittore lughese Benedetto Dalbuono, artista uscito dalla scuola bolognese del Franceschini, amico dei Rossi; vi è rappresentata la Madonna del Rosario col patrono San Domenico e San Giuseppe. Ora, per riportare l’esercizio all’altezza dei tempi passati occorreva integrare l’antico col nuovo.

Fu rinnovato il laboratorio vecchio e ne fu aggiunto un secondo, s’istituì una sala per le medicazioni e un gabinetto d’analisi. Nel 1919 morì il Dott. Valentino. Nel dopoguerra ancora un restauro generale dell’aula del pubblico. Nasce una vetrina d’esposizione alta metri 5, larga 2 e profonda 3, in perfetta asse per 300 metri con i portici della Cassa di Risparmio e del Pavaglione. Figure e decorazioni su un pannello di mogano sono a tema: emblemi farmaceutici nel predominio di toni classici e severi. Questa vetrina divenne fra le più quotate e ammirate della regione. Nel 1965 questa Spezieria dalla storia antica e illustre viene acquistata dal Dott. Gaetano Contarini che ne mantiene il nome, ormai tanto caro alla memoria dei Lughesi, di Farmacia Rossi.

Si ringrazia: Etra s.n.c. conservazione e restauro beni culturali e storico artistici di Pagani Michele e Rocchi Maria Lucia tel. e fax n. 0545 26111 cell. 3356228488