Positività d’ambiente, la filosofia Sartoretto Verna – “Farmacia news” 3/2007

Positività d’ambiente in farmacia

Articolo pubblicato su “Farmacia news” n°3/2007 di M.E. Calabrese

Con logica funzionale e armonia di spazi, luci ed atmosfere, le progettazioni per farmacia firmate dalla Sartoretto Verna, accolgono il cliente nella positività di ambienti a misura della professionalità del farmacista.

Comunicare non è solo gioco di parole. Se al centro della comunicazione ci sono interlocutori di una domanda di salute emancipata come quella che emerge oggi al banco della farmacia, le parole non bastano. 
Occorre una nuova immagine di Farmacia vicina agli orientamenti del pubblico sempre più alla ricerca di qualità di servizi che di quantità di prodotti. Fantasia e razionalità, pragmatismo e innovazione d’ambiente, possono “parlare” con la capacità di accogliere positivamente il cliente e porlo al centro di una perfetta sintonia tra le sue esigenze e le risposte di un mercato della cura che in Farmacia, non ha mai smesso di trovare un antico e professionale Habitat.

Sul tema ha risposto Guido Sartoretto Verna, nome legato sin dal 1965, ad architetture e sistemi per farmacie, in una filosofia di lavoro che lascia la storia di ogni farmacia fondersi con la flessibilità di soluzioni dallo stile unico.

La Sartoretto Verna s’interessa esclusivamente di ristrutturazioni di farmacie dal 1965. Oggi è un gruppo diversificato che opera direttamente attraverso 2 società. 
La prima con sede a Roma “Ricerche di architettura logica per ambienti snc” con compiti di ricerca e sviluppo. Sue sono le linee Ral System che sono state ideate e passate poi alle fasi di prototipo, ingegnerizzazione, collaudo e brevetto. Il processo dura almeno un anno prima che il prodotto arrivi sul mercato, ma siamo First Movers, i primi; gli altri seguono. 
La seconda società è la “Sartoretto Verna srl” con compiti di progettazione e vendita. Opera su due sedi: Torino con competenza Nord Italia e Roma per il Centro Sud. Entrambe curano la progettazione e dispongono di showroom con l’esposizione aggiornata della produzione. Roma ha funzione anche logistica di coordinamento ed amministrativa. 
La produzione è in outsourcing, tramite una mezza dozzina di aziende collegate. Lo staff interno attuale è di 15 persone, di cui due terzi laureati con età media di 35 anni, con l’indotto si superano le 50 unità. 
Dal 2000 il trend di crescita annuale è a due numeri, il 2006 si è chiuso con un aumento del 30%. La Sartoretto Verna opera direttamente in tutta Italia e nei paesi europei, dell’area mediterranea e dell’estremo oriente.

Farmacia centro sociale sanitario attorno al quale il quartiere costruisce legami di fiducia. Secondo la Sua esperienza architetto, come rinnovare l’immagine di un luogo che ispiri sicurezza di servizi e “stuzzichi” curiosità di mercato?
Prima di rispondere alle sue domande è necessario fare una premessa. Ogni farmacia ha una storia, che è solo sua ed è legata ai luoghi ed alle persone che l’hanno vissuta. Ha spesso radici lontane, molto lontane. Attraverso le generazioni passate la farmacia ha condiviso e spesso anche contribuito allo sviluppo del quartiere. Il grande prestigio di un tempo col passare degli anni si è appannato e la voce del prodotto, non senza colpe del farmacista, ha via via affievolito il consiglio del professionista. Ora viene messa in discussione la sua stessa utilità. Prima di essere un problema di apparenza è un problema di sostanza e di coscienza. Vuole il titolare oggi ritornare ad essere leader nei suoi spazi, tra la sua gente, nel suo ambiente? Crede nella mission della farmacia? Ama il suo lavoro? La Sartoretto Verna è molto sensibile alle motivazioni ed alla condivisione di obiettivi comuni.

Sono obiettivi che seguono l’evoluzione culturale del pubblico e che portano l’ambiente della farmacia a evolversi di conseguenza. E’ possibile in questa trasformazione mantenere armonia di stile tra vecchio e nuovo?
Negli ultimi anni la rivoluzione informatica ha trasformato la società. Chiunque oggi è in grado di ricevere in tempo reale tutte le informazioni che gli servono. Questo ha prodotto un consumatore molto più informato, ma anche più confuso. Il farmacista ha un’ottima occasione per fare chiarezza, purchè ovviamente sia aggiornato. Il demandare ad un contenitore austero, scuro ed incupito, magari di similepoca, il compito di suggestionare e tranquillizzare il cliente, mi sembra una scelta superata e fuori luogo, visto il contenuto. Tutt’altro discorso ha l’arredo d’epoca, se originale e se lo spazio a disposizione lo acconsente. Allora è ideale al connubio la ns. linea RAL2 in alluminio, vetro e luce. Il risultato è lo stesso adottato ed ampiamente collaudato per l’arredo domestico, cioè di unire mobili d’epoca con quelli in acciaio e pelle, leggi Mies Van Der Rohe e Le Corbusier, progettati negli anni ’30 e capaci di diventare l’antiquariato del futuro.

Quale è l’impronta da cogliere entrando in farmacia?
Armonia, secondo noi è questo l’obiettivo da raggiungere ed ottenerlo tra tutti gli attori in gioco non è affatto semplice. Per attori s’intendono il contesto urbano dove la farmacia opera (la pista), il farmacista e la sua equipe (il pilota), i locali dove si espleta l’attività (la macchina), i consulenti (il box) dal commercialista all’esperto di category, dallo strutturista al vetrinista. L’obiettivo comune è vincere il Gran Premio, ovvero accrescere di fatturato ed aumentare la propria credibilità ed affidabilità sul territorio. E’ evidente la necessità di dialogo del pilota col box, la disponibilità e l’impegno di tutti e non il contrario come ancora oggi a volte “si è invitati a fare”. Il ruolo dell’azienda incaricata della ristrutturazione diventa quindi strategico, perchè è attraverso la sua esperienza ed il suo dna che riesce a raccogliere e coordinare ogni attore, capire le doti e le debolezze del pilota, studiare bene la pista, modificare la struttura della macchina fino a renderla vincente.

Creare una nuova immagine della farmacia può aiutare ad esaltare una professione spesso prigioniera di vecchi clichè?
Non solo aiuta ma oggi è diventata una necessità inderogabile. Per troppo tempo la farmacia ha mantenuto una immagine immobile, basti vedere la pubblicità sulle riviste, se non fosse per il contenuto che tradisce l’età, il contenitore è rimasto praticamente lo stesso. Eppure gli anni sono passati, eccome. Basta guardarsi attorno, camminando per le strade del quartiere. Tabaccherie che sembrano gioiellerie, con vendita, oltre agli accendini, di penne ed articoli di pelletteria. Ristoranti con reparto libri e casalinghi specializzati. Librerie che vendono cd musicali, boutique di abbigliamento con vendita di arredi e zone degustazione, negozi di film a cassetta con vendita di prodotti alimentari. L’obiettivo è per associazione rendere la presenza del cliente la più piacevole (e redditizia) possibile.

I sistemi modulari in alluminio, luce e vetro ®Ral System 2

Dalla ricerca sull’arredo, quali le proposte più strategiche?
La Sartoretto Verna ha dà sempre dato molta importanza alla ricerca. Negli anni ’80 a proporre espositori con spalle alte fino a soffitto (RAL 1), primo esempio di progettazione di architettura di interni. Negli anni ’90 coi sistemi modulari in alluminio, luce e vetro (RAL 2) ed anticati con trattamento a tampone (RAL Classico). Negli anni 2000 con l’utilizzo di guide autoreggenti (RAL 3) e materiali con maggior utilizzo e diffusione della luce (RAL 4). Attualmente sono oltre 4000 i prodotti e le variabili che abbiamo in produzione, realizzati con materiali come il Corian, l’alluminio in pressofusione, il rame, il metacrilato, la pelle sintetica, l’acciaio inox spazzolato per citarne alcuni, che presuppongono know out e processi produttivi diversi dalla falegnameria propriamente detta, che incide oggi per meno del 20% sulla nostra produzione totale. Il nostro “su misura” significa quindi una enorme flessibilità di combinazioni funzionali prima che estetiche, che vanno a tutto vantaggio di una maggiore diversificazione dei reparti, una migliore riconoscibilità dei prodotti ed una grande flessibilità nell’intervenire sul sistema che, proprio perchè modulare e tecnologicamente avanzato, acconsente nel tempo ogni genere di cambiamento, integrazione, completamento.

Nella biforcazione con la grande distribuzione, quali le scelte perchè la farmacia si caratterizzi nel suo arredo?
Intanto non crediamo che l’apertura di corner nei Gdo, salvo rari casi, arrecherà problemi alla farmacia. Noi comunque, proprio per evidenziare un distinguo da un mercato che la Sartoretto Verna non ha intenzione di affrontare, abbiamo depennato dal nostro catalogo i piani continui, per evitare qualsiasi associazione dei nostri arredi con la struttura espositiva tipica della Grande Distribuzione. Per contro saranno le parafarmacie a creare difficoltà. Le loro aperture nei punti strategici della penisola potrebbero essere il primo passo verso l’abolizione della pianta organica e la liberalizzazione della vendita degli etici con ricetta. Naturalmente dietro ogni parafarmacia c’è un farmacista. La domanda allora potrebbe essere: “Apro una parafarmacia di difesa o di attacco oppure allargo e rendo più forte la mia farmacia attuale”?. E’ impossibile a priori dare una risposta, ma una considerazione si può fare. Lo spazio è il socio più importante, sia che si voglia ristrutturare la propria farmacia, sia che si voglia aprire una parafarmacia d’attacco, con 50-80-100 mq. si fa nulla o quasi. Quindi, prima di pensare all’arredo si deve pensare a comprare spazio, il più possibile, non importa se al piano interrato od ai piani superiori, poi ma solo poi si penserà alla ristrutturazione. Oggi le tecniche strutturali per liberare gli spazi e quelle automatiche per utilizzarli, permettono di investire per il pubblico almeno due terzi di tutta la superficie. Allora con almeno 150 mq. netti per la vendita diventa possibile, oltre che molti esami di base, offrire nuovi servizi quali le terapie iniettive, le vaccinazioni, il pronto soccorso, le contraccezioni, ed aprirsi a nuovi scenari.

Forme, luci, colori, quali fra tante, le caratteristiche di una farmacia del futuro?
Avrà compreso che il nostro approccio sul tema dell’arredamento è complesso e variegato. Non ci interessa tappezzare le pareti o sostituire il vecchio arredo col nuovo, perchè i limiti resterebbero gli stessi. Alla Sartoretto Verna interessa risolvere i problemi dei nostri clienti alla radice, intervenendo se necessario sulla struttura per ottimizzare lo spazio ed incrementare il loro fatturato ogni anno a due numeri. Premesso quindi la necessità di uno stretto dialogo col cliente, la sinergia di molti soggetti e la disponibilità di uno spazio sufficiente, vediamo la farmacia nel breve-medio periodo sempre più votata alla personalizzazione ed all’interattività, col passaggio graduale della comunicazione da una essenzialmente statica ad una dinamica che metterà al centro della scena non il prodotto ma il cliente; la luce, i materiali ed il colore saranno protagonisti, ma discreti perchè la farmacia resti un ambiente unico nel panorama commerciale e non cada nel ridicolo. Cosa intendiamo per discreto? Progettare per sottrazione o non per saturazione; creare attraverso luci e dettagli charme ed atmosfera e non lasciare mai che l’ambiente commerciale soffochi quello professionale. Quale sarà il limite ? La cultura ed il Dna dei protagonisti .



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