Parafarmacie: aprire una parafarmacia ad un anno dalle liberalizzazioni

E’ trascorso più o meno un anno dall’emanazione dalla legge Bersani sulle liberalizzazioni ed i cambiamenti ci sono stati e sono evidenti a tutti.
Alla data dell’11 luglio i medicinali da banco sono in vendita, oltre che nelle farmacie, anche in 1.148 esercizi commerciali. Si tratta di parafarmacie ed erboristerie (79% dei casi) e nella media e grande distribuzione (21%). 
Se inizialmente si pensava che la concorrenza da cui guardarsi doveva essere la grande distribuzione, sono stati invece gli stessi farmacisti titolari a lanciarsi istintivamente sul mercato delle
parafarmacie ed in gran parte dei casi dietro una nuova apertura vi è un farmacista già titolare.

Se ancora non è ben chiaro se le parafarmacie sapranno trovare la strada della redditività, è certo oramai che legge Bersani ha creato una breccia nel mondo della distribuzione del farmaco aprendo la via a nuovi investitori oltre ad aumentare la pressione verso la completa liberalizzazione addirittura in anticipo sullo scenario Europeo. L’emendamento approvato alla camera sulla liberalizzazione della fascia C è certamente un primo passo in questa direzione.

Lo scenario si amplia quindi e sono molti di più oggi ad investire sulla vendita del farmaco:

– investono sulla parafarmacia certamente i farmacisti-erboristi già titolari di erboristerie che si adeguano alle nuove opportunità;
– i farmacisti non titolari che, sempre in maggior numero ed uniti in associazioni (associazione liberi farmacisti, associazione nazionale parafarmacie italiane, ecc), fanno sentire a gran voce la loro voglia di indipendenza;
– la media e grande distribuzione con corner per adesso squallidi e poco frequentati;
– i piccoli, medi e grandi investitori con l’obbiettivo di aprire catene di parafarmacie in franchising;
– infine il farmacista titolare, sicuramente il più repentino e istintivo, forte del bagaglio di esperienze acquisito, con l’obiettivo di prevenire, investire, sistemare un famigliare, ecc.


L‘esperienza di quest’anno traccia però un direzione netta nell’era della comunicazione globale a cui nessuno potrà tirarsi indietro:

IL CONTENITORE SUPERA DI GRAN LUNGA IL CONTENUTO, il punto vendita potrà rimanere competitivo solo se saprà rinnovarsi strategicamente divenendo più importante dei prodotti che vende.

Chiariamo da subito che i prodotti saranno sempre più facili da reperire e nella maggior parte gli stessi nelle diverse distribuzioni. Chicco, elettromedicali o aspirina sono e saranno al supermarket, all’autogrill, nella parafarmacia oltre che nella farmacia.
Nell’era della rivoluzione informatica dove sempre più prodotti vengono venduti ma soprattutto acquistati comodamente dalla propria casa con il proprio pc conterà sempre di meno il prodotto ma il fattore emozionale legato al suo acquisto.

Quindi saranno sempre di più le emozioni a spingere il consumatore all’acquisto piuttosto che le reali necessità. Il prodotto sarà dato sempre di più per scontato in quanto sempre di più facilmente reperibile.

Siamo bombardati tutti i giorni da pubblicità, immagini, prodotti che mai sazieranno invece la nostra fame di nuovo, la nostra voglia di stupirci, di emozionarci. 
Creare oggi un’attività basata esclusivamente sulla quantità sarebbe un suicidio. Più che mai bisognerà puntare sulla qualità degli ambienti, sulla tecnologia di luci e materiali a ricreare ambientazioni mutevoli mixitè di differenti e nuove funzioni.

Se è vero che oggi nelle città, dove molti di noi abitiamo, si vive 24 ore in luoghi dove allo stesso tempo si mangia, ci si ricrea, si lavora, si studia, si dorme, la nuova farmacia non si potrà più presentare più solo come “il posto dove si dispensa il farmaco”, ma dovrà reinventarsi creando luoghi dove incontrarsi, dibattere sui temi della salute in spazi community, fare indagini sulla propria salute ma soprattutto percorrere strade dibenessere a misura d’uomo, perchè oggi più che mai abbiamo bisogno di sentirci accolti e rassicurati nella nostra unicità.

Da anni in prima pagina scriviamo:

“Il nostro modello è una Farmacia che comunica più qualità che quantità, comunica la sua presenza, il suo modo di essere vicino, ed in modo attuale, alle esigenze della sua clientela che pretende non solo prodotti ma servizi, garanzie e sicurezza, in un rapporto one-to-one..”

forse è arrivato il momento di darvi ascolto. >>>

LSV



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