Servizi in farmacia: Quale strategia adottare? Articolo tratto da Nuovo Collegamento

Nuovi servizi in farmacia. Quale strategia?
Consigli, analisi e strategia

Articolo tratto da Nuovo Collegamento

Ho intenzione di inserire nella mia farmacia strumenti di diagnostica,quali analisi del sangue per i parametri consentiti dalla legge,strumento di diagnostica per intolleranze alimentari,strumenti per analisi del capello. Credete che tutto ciò sia utile per la crescita della mia farmacia? Alcuni colleghi me lo sconsigliano.

Le intenzioni esposte sono effettivamente in linea con le esigenze dei clienti. La farmacia sarà infatti sempre meno un semplice punto di distribuzione dei farmaci,pertanto mi trovo concorde con i progetti della dottoressa e in linea generale mi chiedo anche se non ci siano altre motivazioni,oltre a quelle elencate per le quali i suoi colleghi sconsiglino tali iniziative;ad esempio,non è che questi colleghi de la dottoressa siano casualmente anche proprietari delle farmacie vicine?Comunque è vero,attuare correttamente dei servizi costa impegno,altrimenti è una perdita di tempo.

In ogni caso è bene tenere presente alcune considerazioni:la tipologia (ovvero ubicazione,bacino d’utenza e spazi disponibili) della farmacia. I clienti vorrebbero infatti poter trovare sempre maggiori servizi,ma affinché essi non diventino un costo anziché un investimento,bisognerebbe monitorare quali attivare e quali invece lasciar perdere. Ogni attività va infatti commisurata al grado di soddisfazione che riesce a produrre,quindi ad esempio potrebbe rivelarsi superato il servizio di analisi del capello se nelle vicinanze c’è già chi lo propone in maniera soddisfacente (per capacità o anche perché trattasi di centro specializzato e quindi con alta immagine nei confronti della clientela);oppure potrebbe non essere opportuno proporre servizi ad alto costo se la farmacia può contare su un bacino d’utenza di persone con scarse disponibilità economiche;oppure infine,sempre a titolo di esempio,sono da evitare i servizi per i quali non si è poi in grado di offrire una attenta consulenza professionale (esempio esame della pelle se poi non si è in grado di offrire consigli e quindi prodotti adeguati e conseguenti ai risultati d’esame).

I servizi è bene che non siano pensati per essere erogati gratuitamente. Il gratis svilisce l’importanza e la valenza professionale di ciò che viene offerto;quindi va tenuto presente se il prezzo è sostenibile dal nostro bacino d’utenza. Oggi come oggi in farmacia si possono presentare tantissimi servizi,ma proprio per questo molti sono superati. Così,a titolo esemplificativo,l’autoanalisi della glicemia potrebbe esercitare un certo tipo di richiamo,ma se ad esempio il servizio viene invece presentato anche come “determinazione del rischio diabete”(quindi spiegando cosa si intende con ciò) con annessa misurazione della pressione e misurazione della circonferenza addominale,forse anche il semplice autotest della glicemia può assumere una valenza di richiamo diversa.

Non concordo che i servizi siano una perdita di tempo,è tuttavia ovvio che ciò dipende da cosa e da come vengono erogati. La misurazione della pressione è stata svilita da noi farmacisti che in tanti casi addirittura la affidiamo a macchine a gettone,ma se invece essa diviene un importante momento di rapporto personalizzato col cliente,allora anche questo semplice servizio assume un’importanza e una conseguente resa economica ben differente.

Consiglio di non soffermarsi unicamente sui classici servizi che tutti i colleghi attuano,ma di aprirsi a nuovi orizzonti (oggi possibili in farmacia) per proporre servizi innovativi,magari con l’appoggio di professionisti esterni;così ad esempio,si potrebbe pensare ad un servizio di dietistica (che può legarsi alla vendita di integratori),massaggi linfodrenanti (che possono far aumentare la vendita di prodotti per la circolazione o di prodotti anticellulite),analisi della pelle(per la vendita di cosmetici e solari),…e così via. Oppure ci potrebbero essere altri servizi di puro richiamo (sempre che il bacino d’utenza reale o potenziale lo richieda),quali ad esempio i massaggi shiatshu;in questo caso l’efficacia potrebbe consistere non tanto nella vendita di prodotti correlati,ma nel fatto che potrebbero gravitare sulla farmacia nuovi clienti che altrimenti forse non vedreste mai.

Altro consiglio:non attivate mai servizi tanto per fare o solo perché li sta proponendo il vicino. Ogni iniziativa deve prevedere una vostra preparazione in termini di conoscenze,professionalità nel consiglio e possibilità d’offerta prodotti. Il servizio deve produrre soddisfazioni; otterrete così una enorme pubblicità prodotta dal passaparola e otterrete una qualificazione dell’immagine della vostra farmacia. Altrimenti potrebbero aver ragione i vostri colleghi dicendo che state perdendo tempo e denaro.

Infine va tenuto presente che come qualsiasi iniziativa dei nostri giorni,anche un nuovo servizio va correttamente pubblicizzato:pertanto studiate un corretto piano promozionale che avrà tanto più successo quanto più innovativo sarà il nuovo servizio offerto. Eviterei,pertanto di inserire più di una nuova attività alla volta nell’elenco delle proposte della vostra farmacia.