I fattori VES e VEM – la valutazione dello spazio nella scelta di ampliare la farmacia

I fattori VES e VEM
Articolo pubblicato su “Bellezza in farmacia” – Dic. 07

Il bene spazio è diventato oggi molto importante e lo diventerà sempre di più in futuro. Qualsiasi politica abbia in mente il farmacista, dovrà prima di tutto fare i conti con lo spazio che ha a disposizione.

Senza rapportarsi a superfici che rappresentano oggi una eccezione, partiamo da una media ragionevole (futuribile) in campo Italia e cioè una superficie totale di 200 mq. In questa superficie l’obiettivo del progetto è quello di dare al pubblico il maggior spazio possibile, che noi valutiamo, per quelle superfici, attorno ai 150 mq. Vuol dire che il progetto deve riuscire in ¼ della superficie a far stare tutto ciò che non è commerciale, quindi etico, laboratorio, ufficio, controllo e servizi.

Asettore bellezza, tenuto conto del suo peso nel mercato globale e del suo continuo trend di crescita viene riservato uno spazio attorno al 30%, che nel ns. esempio è pari a 45 mq.

Per fare un caso concreto supponiamo che i nostri 45 mq. rappresentino uno spazio di 10 mt x 4,5 mt e che diamo come valore di riferimento il massimo utilizzo dello spazio possibile, cioè nel ns. caso sulla larghezza di 4,5 mt. due espositori alle pareti ed altri due centrali, l’uno di schiena all’altro, con 2 corridoi di passaggio e questo per 10 mt. di lunghezza.

Fissiamo ora dei valori sull’arredo, prevediamo cioè che gli espositori abbiano 8 file di piani profondi 30 cm., sia a parete che in centro locale. Dividendo i ml totali di esposizione per la superficie del locale avremo un valore VES (valore espositivo) pari a 7 che diventa il nostro indice di riferimento. Significa cioè un valore per uno spazio espositivo limite, dove non ci sono né banchi di  vendita, né zone di servizio. Massima esposizione possibile, facilmente raggiungibile con percorsi comodi ma controllati solo attraverso telecamere a CC perché per utilizzare meglio lo spazio a centro locale, gli espositori sono alti come i paretali, quindi il cliente non vede il personale (e viceversa). Il suo riferimento è il sistema espositivo con piani continui tipico della GDO.

Il farmacista potrà in maniera semplice ed immediata valutare come si colloca il suo attuale layout o quello che ha in programma di realizzare. Più supererà il VES di 7 e più l’ambiente sembrerà saturo, poco godibile fino a sembrare un vero bazar. Viceversa più diminuirà il VES e più l’ambiente sembrerà più vivibile e piacevole, trovando spazi per l’attesa, per i servizi (trattamenti estetici viso e corpo) per l’informazione, per il consiglio, con banchi o semitop.

Il valore 7 non solo varierà a seconda le diverse esigenze dei settori merceologici, ma dovrà rapportarsi a due fattori: l’ambiente ed il farmacista.

Il primo è oggettivo, ogni progetto, per quanto rispettoso di tutte le migliori tecniche di marketing, dovrà tener conto delle realtà strutturali, specie in Italia e nei centri storici dove le superfici openspace sono alquanto diverse da quelle disponibili nella grande distribuzione.

Il secondo è soggettivo, perché tiene conto dell’uomo-farmacista, da qui la necessità di considerare e sviluppare il VEM, valore emozionale.

Il VEM cerca di interpretare la cultura, la tradizione, la specializzazione del suo titolare con strumenti  scenografici, e non solo, che personalizzino l’ambiente, rendendolo unico ed inconfondibile. La Sartoretto Verna ritiene, ad esempio, che un albero di cedro del libano, col suo profumo, col suo rifarsi alla naturalità dell’ambiente, renda  molto di più in immagine e fidelizzazione di un metro di esposizione.

Per concludere un buon progetto sarà un dosato equilibrio tra limiti strutturali, VES e VEM.