Il Marketing In Farmacia

IL MARKETING IN FARMACIA

Voi sapete sicuramente meglio di noi che, il mercato delle farmacie si fa sempre più dinamico e superconcorrenziale anche per la frequenza con cui alcune farmacie si organizzano anche con locali più ampi per erogare i tanti servizi che ci sono oggi consentiti.
Abbiamo esempi di colleghi titolari che si trovano in difficoltà proprio per la vicinanza di farmacie che di recente, presumibilmente con l’aiuto di forti capitali, si stanno attrezzando o si sono già molto attrezzate da questo punto di vista e rappresentano quindi fonte di preoccupazione per gli altri esercizi.
Anche noi, che siamo tre farmacisti in società, potremmo avere questi problemi e vorremmo perciò tentare di migliorare la nostra attività sotto l ’aspetto del marketing perché siamo convinti di poter fare molto di più.
Non pretendiamo un’analisi particolare ma vorremmo almeno qualche consiglio in linea generale in questa ottica e quindi quali obiettivi specifici porsi e come perseguirli, anche se ci stiamo rendendo conto sempre più che forse potrebbe essere il giusto approccio mentale a mancarci, pur avendo uno di noi poco più di trent’anni.

Articolo di Michela Pallonari dello STUDIO ASSOCIATO BACIGALUPO – LUCIDI

A queste domande, che d’altronde anche voi vi state ponendo, risponde o mira a rispondere la scienza del marketing che, nelle classiche “parole povere”, è il complesso delle tecniche intese a porre merci e servizi a disposizione del consumatore e dell’utenza in generale in un certo mercato, nel tempo, nel luogo e nei modi più adatti e, almeno tendenzialmente, ai costi più bassi per il consumatore e al tempo stesso ragionevolmente remunerativi per l’impresa.

Il marketing deve pertanto “entrare” [in misura maggiore o minore, questo è chiaro, secondo le dimensioni aziendali e la presumibile domanda della clientela] in ogni impresa, e di conseguenza anche nella farmacia: i tempi, per le ragioni accennate nel quesito, sono comunque ormai più che maturi.

Ma prima che in azienda deve entrare nella… testa del l’imprenditore [dunque anche del titolare in forma individuale o sociale di una o più farmacie], che deve dunque anche mentalmente cominciare a concepire le sue scelte proprio in chiave di marketing.

Per riuscire con la maggiore efficacia possibile in tal senso, è bene però distinguere – in linea di massima – tra due ordini di obiettivi:

=> obiettivi a breve/brevissimo termine, che potremmo definire “routinari”perché appartengono all’operatività quotidi ana avendo riguardo all’andamento contingente dell’attività ; e

=> obiettivi a medio/lungo termine.

Ora, al conseguimento di obiettivi a breve/brevissimo termine concorrono tutte quelle attività dirette a promuovere un prodotto quando questo ha già raggiunto il punto di vendita (c.d. “merchandising”) quali:

➢ ottimizzazione della rotazione e della corretta esposizione dei prodotti all’interno del punto di vendita;

➢ rinnovamento delle vetrine e dello spazio espositivo per inserire prodotti stagionali oppure esporre offerte speciali e promozionali al fine dell’eliminazione degli invenduti.

Gli obiettivi riguardanti tali attività – da raggiungere e verificare con periodicità almeno trimestrale – possono considerarsi tipicamente:

➢ l’aumento della redditività dello spazio espositivo della farmacia;

➢ l’incremento dell’indice di rotazione dei prodotti (per ridurre l’investimento in scorte);

➢ la riduzione dei costi (sia logistici che finanziari) di gestione del magazzino;

➢ la definizione dei flussi di cassa per reparto di vendita.

Gli obiettivi a medio/lungo termine, invece, sono quelli evidentemente raggiungibili nel corso di più esercizi, più frequentemente mediante una serie di azioni coordinate tra loro ma in particolare attraverso un’accurata programmazione delle attività necessarie.

Parliamo:

➢ dell’incremento del fatturato e dell’utile netto;

➢ della riduzione degli oneri finanziari che l’impresa sostiene ai fini della creazione di forme di autofinanziamento;

➢ dell’espansione dell’offerta della farmacia ad altri settori merceologici.

Sempre a questa categoria appartengono anche gli obiettivi c.d. straordinari, che determinano mutamenti profondi nell’organizzazione dell a farmacia, perché in ogni caso destinati a ripercuotersi e durare per lunghi  periodi di tempo, e pensiamo ad esempio:

➢ all’ampliamento del punto vendita;

➢ all’introduzione di tecnologie e metodi di gestione innovativi e costosi (trasformazione del punto vendita in chiave “Industria 4.0”, ad esempio) destinati a caratterizzare l’intera attività gestionale e a dare un’immagine nuova della farmacia;

➢ all’introduzione di reparti specifici per consulenze.

Tutto questo, e altro ancora, può essere sviluppato soltanto – o soprattutto – con un’accurata analisi [generalmente conosciuta come “controllo di gestione”] dei dati sia interni che esterni ricorrendo, se del caso, anche a un consulente esterno, ma particolarmente, come accennato all’inizio, bisogna sviluppare anche la necessaria “forma mentis” e, se queste brevi note hanno almeno reso un’idea della strada da intraprendere, non saranno state del tutto inutili.

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